La sezione Domande Frequenti contiene una serie di risposte agli interrogativi che pongono con più frequenza i Clienti che si trovano ad affrontare questioni che richiedono, almeno in una prima fase valutativa, l’ausilio di un Legale.
Per una miglior comprensione degli argomenti, le risposte sono espresse con un linguaggio non eccessivamente tecnico ed inoltre, non potendo coprire tutti i possibili casi che si verificano nella realtà, devono intendersi necessariamente a carattere esemplificativo.
L’incontro conoscitivo è diretto a prendere un primo contatto con l’avvocato ed è finalizzato alla reciproca conoscenza, consentendo così di valutare se instaurare o meno un rapporto fiduciario. Nel corso di questo incontro, il cliente potrà esporre sinteticamente la propria problematica, ma non verrà rilasciato alcun parere in merito. L’incontro è gratuito.
La consulenza, invece, è finalizzata allo studio approfondito della pratica ed è diretta fornire dei consigli concreti al cliente circa la situazione in cui si trova. In questo caso, è previsto il pagamento di un compenso, che verrà concordato prima sulla base alla complessità del quesito da analizzare. Per maggiori dettagli, è possibile dare un’occhiata alla sezione del sito dedicata all’assistenza processuale.
È convinzione diffusa che tutto quello che si trovi su Internet sia di pubblico dominio; in realtà le cose non stanno proprio così! Per poter liberamente utilizzare un’immagine che non abbiamo scattato noi, infatti, dovremmo essere titolari della relativa licenza d’uso (o avere il consenso dell’autore). Le immagini restano sempre di proprietà dell’autore e la mera presenza su Internet non fa venir meno questo principio fondamentale. Ovviamente occorre distinguere fra:
La risposta, quindi, è tendenzialmente negativa, a meno che non si tratti di fotografie liberamente utilizzabili, ovvero l’autore vi abbia ceduto i relativi diritti.
In ogni caso, per evitare qualsiasi contestazione, è sempre bene indicare sotto la fotografia i riferimenti all’autore; il modo corretto di eseguire una citazione imporrebbe di indicare il nome del fotografo e la data di produzione, ovvero indicare l’url di origine della foto.
Ognuno di noi ha il diritto di non ritirare una raccomandata, ma questa scelta non preclude la validità della notifica agli effetti legali. Vediamo meglio cosa succede.
Se il destinatario si rifiuta di ritirare una raccomandata, ovvero è assente, il plico viene depositato in giacenza per un mese presso l’ufficio postale. Decorso tale periodo, se il destinatario non è andato a ritirare il plico, si forma la così detta compiuta giacenza e la lettera viene restituita al mittente. Tuttavia, gli effetti che si producono per il mittente sono i medesimi che si sarebbero prodotti se la raccomandata fosse stata ritirata: la raccomandata si considera comunque ricevuta dal destinatario e il suo contenuto si presume dallo stesso conosciuto. Il destinatario dovrà altrimenti provare di essere stato nell’impossibilità incolpevole di avere notizia della raccomandata. Ecco perché rifiutarsi di ricevere una raccomandata, per il sol fatto che il mittente sia un avvocato o un Tribunale, può non rivelarsi una scelta ragionevole.
Quando il contenuto della notifica è un atto giudiziale, una multa o cartella esattoriale, il procedimento di giacenza è leggermente diverso: l’ufficiale giudiziario depositerà l’atto presso la Casa comunale e darà notizia del deposito tramite raccomandata a/r informativa. La notifica si intenderà perfezionata decorsi dieci giorni di giacenza.
Il membro di una conversazione è sempre abilitato a registrarla. Viceversa, il terzo può registrare una conversazione in corso tra altri, soltanto se essa stia avvenendo in un luogo diverso dalla privata dimora di uno dei soggetti registrati a propria insaputa. Infatti, l’art. 615 bis del Codice penale punisce le così dette “interferenze illecite nella vita privata”.
Attenzione, però, che se è lecito registrare una conversazione, non altrettanto può dirsi per quanto riguarda la sua diffusione! Diffondere la registrazione di una conversazione è ammesso soltanto con il consenso dei partecipanti alla stessa, ovvero per tutelare un proprio o altrui diritto. Nell’ambito del processo penale, infatti, la registrazione sarà liberamente utilizzabile e valutabile dal giudice, in quanto, in tal caso, essa assumerà la qualifica di prova documentale.
Sì, l’automobilista che viene fermato per un controllo stradale può rifiutarsi di sottoporsi all’alcol-test; la polizia stradale non può ricorrere alla coercizione per costringere il conducente a sottoporsi al test. Tuttavia, tale scelta non appare particolarmente ragionevole! Infatti, il rifiuto dell’alcol-test è equiparato alla guida in stato di ebbrezza. Detto altrimenti, se decidi di sottrarti al controllo dell’etilometro, per la legge sarà come se stessi guidando ubriaco e verrai sanzionato con la pena massima prevista dall’articolo 186 del Codice della Strada per la guida in stato di ebbrezza, ovvero con ammenda da € 1.500 a € 6.000 e con l’arresto da sei mesi a un anno. In aggiunta, verrà comminata la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi a due anni, oltre alla confisca del veicolo.
Per ulteriore conoscenza, si precisa che l’etilometro misura il quantitativo di alcol presente nel sangue e il valore è espresso in grammi di alcol per ogni litro di sangue. La misurazione deve essere ripetuta due volte, a distanza di cinque minuti l’una dall’altra e l’esito sarà considerato positivo se il tasso alcolemico risulterà superiore al valore di 0,5 grammi.