La difesa di una persona accusata di reato
“Ma come fai a difendere una persona che è colpevole?”
Questa è la domanda che, prima o poi, qualsiasi avvocato penalista si sente rivolgere. Dietro questo interrogativo banale, e a tratti ingenuo, si celano forti fraintendimenti ed enormi pregiudizi. Cerchiamo, quindi, di fare chiarezza.
Che cosa significa veramente difendere qualcuno in un processo?
Il significato comune del verbo “difendere” può essere fuorviante. Molti pensano che difendere una persona accusata di un reato implichi approvare quello che ha fatto. Niente di più sbagliato! L’avvocato, nel momento in cui accetta la difesa di un cliente, non è chiamato ad esprimere il proprio parere personale o morale sui fatti accaduti, bensì ad esercitare una funzione sociale e, soprattutto, tecnica. L’articolo 359 del nostro codice penale annovera la funzione forense fra i “servizi di pubblica necessità”. Non dobbiamo dimenticarci, infatti, che l’avvocato è una figura necessaria all’interno di un qualsiasi processo, essendo tendenzialmente precluso ai cittadini di difendersi da soli. Questo accade perché la difesa è un’attività, appunto, tecnica, che può essere svolta soltanto da un operatore specializzato. La realtà che interessa all’avvocato non è tanto quella fattuale, quanto piuttosto quella processuale, ovvero quella dei diritti e delle garanzie che la legge riconosce in favore di ognuno di noi. Ognuno di noi, quindi anche un soggetto imputato all’interno di un processo penale.
L’essenza della difesa tecnica
Il processo penale è retto da regole piuttosto rigide, che tanto l’accusa quanto la difesa sono chiamate ad osservare. Nell’ambito del processo, quindi, l’avvocato non è tanto garante delle ragioni del proprio cliente (o comunque non solo di quelle), quanto piuttosto della giustizia. Da intendersi quest’ultima proprio in termini di corretta applicazione di quei principi che sono alla base dell’intero iter processuale. Incorrerebbe in un infedele patrocinio quell’avvocato che, ad esempio, non facesse rilevare gli eventuali errori commessi dall’accusa, o che non portasse all’attenzione del giudice gli elementi favorevoli al suo assistito. Proprio in questo risiede l’essenza della difesa “tecnica”: il compito fondamentale dell’avvocato è quello di garantire al proprio assistito la corretta applicazione delle norme di legge che regolano il giusto processo. Trattasi di un diritto costituzionale da riconoscersi a qualsiasi persona, indipendentemente dall’eventuale prognosi di colpevolezza. Anche il colpevole del peggiore dei reati avrà comunque diritto ad essere processato e, se effettivamente rinvenuto tale, condannato secondo un processo equo e giusto.
La (tanto dimenticata) presunzione di innocenza
Un altro aspetto che normalmente non viene minimamente considerato è quello della presunzione di innocenza. L’articolo 27 della nostra Costituzione stabilisce che “l’imputato non è considerato colpevole fino alla condanna definitiva”. Questo significa che l’avvocato non difende una persona colpevole, ma una persona accusata di un reato. Il giudizio in ordine alla colpevolezza o innocenza di un imputato non compete all’avvocato e nemmeno all’opinione pubblica! Potrà essere soltanto un Giudice, in qualità di organo imparziale, terzo ed equidistante rispetto alle parti del processo a stabilire se l’imputato è colpevole o deve essere assolto. In ogni caso, si potrà parlare di colpevolezza soltanto a seguito di condanna definitiva, ovvero di pronuncia giudiziale non più modificabile.
Conclusioni
Torniamo, ora, alla domanda iniziale: come fa un avvocato a difendere una persona colpevole? La risposta non può che essere tecnica, come tecnica è la funzione dell’avvocato. L’etica o la morale non hanno nulla a che fare con questo. L’avvocato non difende la specifica persona in sé, né tanto meno i fatti che questa potrebbe aver commesso, ma difende i suoi diritti; i diritti di una persona accusata di reato, ma da ritenersi, almeno fino a condanna definitiva, presuntivamente innocente.
Per ulteriori informazioni o per richiedere un incontro conoscitivo gratuito, contattare l’avvocato Menenti (Penalista Roma).
