Reati contro la personaIl reato di stalking: una piccola guida per le vittime di violenza

7 Febbraio 2023by A. Menenti

“La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna, ma soltanto distruggitrice”
(Benedetto Croce)

Cos’è lo stalking

Il termine stalking deriva dal verbo inglese “to stalk”, ovvero perseguitare.

Infatti, il nostro codice penale, all’articolo 612 bis, disciplina il reato di atti persecutori, che punisce chiunque, con condotte reiterate (quindi ripetute nel tempo), minaccia o molesta taluno in modo da realizzare almeno uno di questi tre eventi alternativi:

  • cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura;
  • ingenerare un fondato timore per la propria incolumità o per quella di una persona cara;
  • costringere la persona molestata ad alterare le proprie abitudini di vita.

Si tratta, pertanto, di un comportamento diretto a comprimere, e nei casi più gravi annullare, la facoltà della vittima di autodeterminarsi, cioè di compiere liberamente le proprie scelte di vita. Nei casi più gravi, questa forma patologica di controllo può arrivare fino a ledere la salute o l’incolumità della vittima.

Quando un comportamento può essere considerato stalking

Premettendo che chiunque può rendersi autore di questo reato e che non è richiesto un legame particolare con la vittima, la condotta di stalking può avere diverse forme.

Tipici sono i pedinamenti o gli appostamenti sotto casa, fuori dal luogo di lavoro o presso altri luoghi abitualmente frequentati dalla vittima. Ma la presenza fisica dello stalker non è sempre necessaria. Pensiamo a telefonate insistenti, ovvero a messaggi (anche whatsapp) continui, di tipo minaccioso o a carattere sessuale. Ancora, l’invio di pacchi con scopo intimidatorio, oppure l’esecuzione di ripetuti dispetti alla vittima (es. danneggiamento alla macchina). Recentemente, è stato considerato stalking anche il pubblicare costantemente post sulla bacheca Facebook, diretti alla vittima e con contenuto minaccioso o ingiurioso.

In definitiva, l’attività dello stalker sarà sempre connotata dall’intento di esercitare una forma di controllo sulla vittima, ovvero di interferenza non desiderata nella sua vita.

Cosa può fare una vittima di stalking

Lo stalking, purtroppo, è spesso caratterizzato da una condotta ad intensità crescente; pertanto, nei casi più gravi, si presenta come quel gradino di preparazione ad azioni più violente. Per questo motivo, è opportuno intervenire tempestivamente, non appena appare chiaro che la condotta controllante abbia assunto dei connotati patologici.

Un primo strumento utile per chi dovesse sentirsi disorientato e non sapere a chi rivolgersi può essere il numero telefonico antiviolenza e stalking (1522), un servizio gratuito ed attivo ventiquattro ore su ventiquattro.

  • La denuncia-querela
    Lo stalking è un reato procedibile a querela della persona offesa. Questo significa che, per poter beneficiare di tutele specifiche, la vittima deve necessariamente denunciare i fatti accaduti. Successivamente, verrà attivato il procedimento penale e, una volta conclusa la fase investigativa, si aprirà quella processuale. In proposito, ricordo che le vittime di stalking possono accedere all’istituto del gratuito patrocinio indipendentemente dal loro reddito e che sarà, quindi, lo Stato a farsi eventualmente carico di tutte le spese processuali.
  • La richiesta di ammonimento
    Nel caso in cui la vittima non si senta ancora pronta ad affrontare il processo, può decidere di presentare preliminarmente una richiesta di ammonimento in questura. Questa procedura mira a far desistere lo stalker dalle attività persecutorie attraverso un invito formale, trasmesso per mezzo delle autorità di pubblica sicurezza, a interrompere immediatamente qualsiasi forma di interferenza perpetrata nella vita del richiedente. In proposito, è importante precisare che, laddove l’ammonimento emesso non sortisse l’effetto sperato, il reato diventerebbe procedibile d’ufficio. In tal caso, non si renderebbe più necessaria la denuncia-querela della vittima per aprire il procedimento penale a carico del soggetto persecutore che non avesse cessato la propria condotta a seguito di ammonimento.
Il mio consiglio

Se siete vittime di qualsiasi forma di violenza, compreso lo stalking, non isolatevi, ma chiedete aiuto! Non avete nessuna colpa o responsabilità per quello che vi sta accadendo; quindi, non dovete vergognarvi di chiedere aiuto.

In questi casi, infatti, è fondamentale avere il supporto delle persone care, ma è necessario fare un passo ulteriore: rivolgersi a dei professionisti qualificati, che possano offrire un sostegno concreto ed efficace, sia sotto il profilo legale che dal punto di vista psicologico.

Per ulteriori informazioni o per richiedere un incontro conoscitivo gratuito, contattare l’avvocato Menenti (Avvocato penalista Roma).

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