Reati contro il patrimonioTruffa online: quando il tranello si nasconde dietro l’angolo

2 Maggio 2023by A. Menenti

“Sempre più spesso mi contattano persone per chiedermi aiuto perché coinvolte in casi di truffe online. Talvolta, queste stesse persone, pur non avendo in alcun modo preso parte alla condotta criminosa, finiscono per trovarsi nella delicata posizione di soggetto indagato da parte della Procura. Pensiamo al caso, ahimè sempre più frequente, di chi abbia smarrito una Poste-pay o altra carta simile, la quale venga poi impiegata da terzi per ricevere indebiti pagamenti, ad esempio, rispetto ad annunci fake per l’acquisto online di prodotti in realtà non esistenti. ”

La normativa

Il reato di truffa è previsto e sanzionato dall’articolo 640 del codice penale, il quale prevede che: “chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da € 51 a € 1.032”.

Gli elementi essenziali della truffa, dunque, sono:

  • Artifizi o raggiri, ovvero quelle simulazioni o macchinazioni atte a far scambiare il falso con il vero;
  • Errore in cui si fa cadere la vittima;
  • Atto di disposizione patrimoniale da parte della vittima, idoneo a produrre un ingiusto profitto a terzi con un corrispondente altrui danno.

La truffa online, di solito, è punita come truffa aggravata, prevedendo la più alta pena della reclusione da uno a cinque anni e della multa da € 309 a € 1.549. Nello specifico, in questi casi, si ritiene che l’autore del reato abbia “approfittato di circostante di tempo, di luogo, di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa”. Infatti, mancando un’interazione diretta fra i soggetti, la truffa perpetrata online va ad abbattere, o quantomeno affievolire, le capacità reattive e di valutazione della vittima.

Differenze rispetto ad altri reati

La truffa non deve essere confusa con il reato di furto, in quanto essa non realizza un impossessamento della cosa altrui contro la volontà del suo proprietario; nel delitto di truffa, l’impossessamento avviene con il consenso del proprietario del bene (di solito denaro), seppur viziato dall’inganno.

Ancora, la truffa differisce dall’estorsione, in quanto non presuppone alcun costringimento della vittima, attuato mediante violenza o minaccia, ma si realizza attraverso un comportamento spontaneo della vittima, attratta con l’inganno.

Per citare un ultimo esempio, la truffa si distingue dal reato di falso perché, nonostante anch’essa implichi un’alterazione del vero, non sottintende anche una falsificazione documentale.

Le truffe più diffuse sul web

Oggigiorno, le truffe online si moltiplicano in continuazione, incoraggiate dalla facilità offerta dai mezzi tecnologici. Tuttavia, alcune risultano più frequenti di altre e può essere utile conoscerle, per evitare di caderne vittima:

  • Vendita fake: sul web è molto semplice inserire falsi annunci di vendita, in quanto le varie piattaforme esistenti non sono in grado di esperire controlli adeguati sui venditori e sulle inserzioni che vengono ivi pubblicate. Si consiglia, pertanto, di acquistare soltanto da rivenditori ufficiali o di privilegiare gli annunci che consentono di effettuare il pagamento alla consegna;
  • Finta raccolta fondi: si tratta di una tipologia di truffa davvero spietata, in quanto fa leva sull’emotività dell’utente, avvalendosi di storie molto toccanti, che si rivelano invece essere false. Si suggerisce di evitare di aderire a campagne sponsorizzate da persone che non si conoscono o, quantomeno, di effettuare qualche ricerca in ordine alla veridicità dei fatti che vengono posti alla base della raccolta fondi;
  • Phishing: è il caso di mail che invitano l’utente a fornire determinate informazioni personali, quali dati bancari o credenziali di accesso, che verranno poi utilizzate per scopi illeciti. È bene tenere a mente che una banca, ad esempio, non ci chiederà mai di inserire i nostri dati riservati online;
  • Truffa del pacco: sempre più spesso riceviamo dei messaggi da presunti corrieri espressi, ove ci viene comunicato che la consegna del nostro pacco è momentaneamente sospesa e che lo stesso è in attesa di ritiro presso un punto consegna, previo pagamento di un piccolo costo amministrativo. Il testo del messaggio viene completato con un link che rimanda ad un sito clone e richiede di inserire i propri dati personali e bancari per accedervi, con lo scopo di impossessarsene illegittimamente. Si tratta di un tipo di truffa che funziona molto bene, in quanto ormai la maggior parte delle persone è davvero in attesa di qualcosa che ha appena acquistato online. Bisogna ricordare che nessun corriere è mai veramente autorizzato a chiedere del denaro per sbloccare una consegna e le eventuali spese di spedizione sono già state pagate al momento dell’ordine, per cui null’altro deve essere versato!
  • Mail o sms recanti link che contengono virus: ultimamente, questa tipologia di truffa è frequentemente esperita anche a mezzo social, al fine di hackerare il profilo dell’utente che ingenuamente cliccherà sul link inviato. È importante non cliccare mai su link provenienti da mittenti sconosciuti (ma anche quando è un amico, può essere prudente chiedere conferma prima di cliccarci sopra).

Cosa posso fare se sono vittima di una truffa online

La tempestività è molto importante in questi casi; attendere troppo può infatti pregiudicare la corretta risoluzione del problema.

Il primo step può essere quello di effettuare una segnalazione alla piattaforma su cui si è caduti vittima di truffa, quantomeno per far bloccare l’account di riferimento ed evitare che quel soggetto possa continuare indisturbato nella propria attività illecita.

Successivamente, è molto importante procedere con una denuncia-querela presso la polizia postale o i carabinieri. Per questo passaggio, non è obbligatoria l’assistenza di un legale, ma è molto importante che la denuncia-querela sia completa, chiara e il più dettagliata possibile, oltre che esprima la volontà che si proceda per la punizione del colpevole. Quanto detto, vale soprattutto per quelle vittime che intendano costituirsi parte civile nel processo penale, al fine di far valere tutti i propri diritti così come scaturiti dal reato subito.

Forse non tutti sanno che è possibile anche effettuare delle segnalazioni o presentare una denuncia online, direttamente sul sito della polizia postale (https://www.commissariatodips.it/segnalazioni/index.html). È bene tener presente, però, che l’atto inserito su tale portale rappresenta semplicemente un metodo per velocizzare la burocrazia, ma dovrà comunque essere successivamente integrato presso l’ufficio di polizia prescelto: l’atto assumerà valore legale di denuncia solamente a seguito della sottoscrizione dinanzi all’Ufficiale di P.G.

Il ruolo dell’avvocato

Come anticipato, per presentare denuncia non è necessaria l’assistenza di un legale. Tuttavia, il supporto di un avvocato può comunque risultare di grande aiuto. In particolare, l’avvocato, grazie alle sue conoscenze specifiche, potrà garantire un’adeguata assistenza durante la fase delle indagini preliminari, per valutare se aderire o meno alle richieste del pubblico ministero, oltre che per agevolare il raggiungimento dell’obiettivo del risarcimento del danno. Infatti, potrai valutare con il tuo legale di fiducia se valga la pena o meno costituirsi parte civile all’interno del processo penale, per recuperare quanto ti è stato indebitamente sottratto, oltre che per richiedere una somma a titolo di indennizzo economico e non per il danno subito.

Il discorso ovviamente cambia per chi si trovi sottoposto ad indagini, in quanto possibile autore del reato di truffa; in questo caso, la presenza di un avvocato è obbligatoria all’interno del processo. Potrebbe, tuttavia, risultare utile affidarsi ad un legale di fiducia anche durante la fase delle indagini preliminari, per espletare ad esempio delle investigazioni difensive e raccogliere elementi di prova utili a far cadere le accuse.

Qualche altro consiglio pratico

Ricorda che prevenire è sempre meglio che curare! La Giustizia, purtroppo, ha dei costi da sostenere e dei tempi piuttosto lunghi; pertanto, non sempre conviene intraprendere un’azione legale, soprattutto quando gli importi da recuperare non sono particolarmente elevati. Per questo è bene mettere in atto alcuni comportamenti preventivi, che ci pongono al riparo da comportamenti truffaldini e fraudolenti.

La prima raccomandazione, dunque, è quella di non divulgare mai i propri dati personali e bancari.

Inoltre, è preferibile utilizzare esclusivamente strumenti di pagamento sicuri che permettano di verificare la transazione (es. Paypal).

Ancora, è opportuno acquistare soltanto da rivenditori ufficiali, la cui affidabilità sia comprovata o, quantomeno, effettuare delle verifiche circa l’identità del venditore (attenzione, però, a non dare troppa fiducia alle recensioni super-positive: anche quelle si possono acquistare!).

In caso di ricezione di messaggi da mittenti sconosciuti, la presenza di errori di ortografia o grammaticali potrebbe essere la spia di un tentativo di frode. Inoltre, è bene evitare di cliccare su eventuali link contenuti nel messaggio perché potrebbero contenere dei virus.
Infine, può sembrare banale ma non lo è: diffidare sempre di affari troppo belli per essere veri!

Per ulteriori informazioni o per richiedere un incontro conoscitivo gratuito, contattare l’avvocato Menenti (Avvocato penalista Roma).

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