Il marchio: un “segno” che rende la tua azienda differente
Cos’è il marchio e a cosa serve?
Il marchio è quel segno distintivo tramite cui un’impresa identifica i propri prodotti o servizi per distinguerli da quelli della concorrenza. La funzione principale del marchio, quindi, è quella di “origine”, ovvero quella di rendere riconoscibile la provenienza di un dato prodotto o servizio, garantendone una chiara riconducibilità ad una impresa specifica.
La sua registrazione, quindi, rappresenta una scelta strategica molto importante: utilizzare un marchio significa diffondere il nome di una data azienda ed accrescerne la fama, oltreché la fiducia in chi acquista. Spesso, infatti, i consumatori sono più attratti dal marchio stesso che non dal prodotto in sé. Registrare un marchio, quindi, equivale a mettere in cassaforte un bene che è potenzialmente destinato ad aumentare notevolmente il proprio valore economico nel tempo, se le varie strategie aziendali adottate risulteranno vincenti.
Cosa può essere registrato come marchio?
L’articolo 7 del Codice della Proprietà Industriale stabilisce che possono essere registrati come marchio “tutti i segni suscettibili di essere rappresentati graficamente, in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o le tonalità cromatiche, purché siano atti a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese”.
Il primo connotato che deve possedere un marchio è evidentemente la capacità distintiva, ovvero l’originalità. Ulteriori requisiti sono la novità (il marchio non può essere uguale ad altri già registrati) e la liceità (il marchio deve essere conforme alla legge, all’ordine pubblico e al buon costume). Da ultimo, il marchio non deve violare altri diritti esclusivi di terzi, quale ad esempio il diritto d’autore.
Cosa non può essere registrato come marchio?
Il Codice della Proprietà Industriale prevede diversi limiti alla libertà di registrare un marchio.
In particolare, l’articolo 9 dispone che non possono costituire oggetto di registrazione come marchio d’impresa i segni costituiti esclusivamente dalla forma imposta dalla natura stessa del prodotto.
Accanto a questo divieto, se ne possono elencare di ulteriori:
- Segni notori;
- Stemmi o altri simboli di pubblico interesse;
- Indicazioni geografiche e riproduzioni di beni culturali;
- Ritratti di persone senza il loro consenso;
- Nomi di persone note senza il loro consenso;
- Altri nomi propri, quando la registrazione è lesiva della fama, credito o decoro di chi ha diritto a portare tali nomi.
Quali diritti si acquistano con la registrazione del marchio?
Sul punto, è opportuno precisare subito che registrare un marchio non garantisce un diritto assoluto ed illimitato circa l’uso del segno distintivo prescelto.
La registrazione di un marchio, infatti, conferisce al suo titolare il diritto esclusivo di fare uso del marchio medesimo soltanto con riferimento a quei prodotti o servizi di suo interesse, da specificarsi accuratamente nella domanda di registrazione.
Ulteriori limiti sono dati dalla territorialità e dalla affinità. Il marchio è protetto soltanto all’interno dello Stato in cui viene registrato; per ottenere una protezione più ampia, si può optare per un marchio europeo o internazionale. Inoltre, il diritto di esclusiva sarà tendenzialmente limitato a quei prodotti o servizi identici o molto simili a quelli specificatamente e dettagliatamente indicati nella domanda di registrazione.
La durata della protezione che si acquista con la registrazione è di dieci anni rinnovabili.
Perché è importante rivolgersi a un esperto della materia?
Registrare un marchio può apparire un’attività semplice ma in realtà non lo è.
La registrazione di un marchio richiede, in primo luogo, lo svolgimento di ricerche approfondite che ne assicurino la liceità e, quindi, l’utilizzabilità sul mercato.
Sono poi necessarie sono tutta una serie di valutazioni, al fine di garantire l’effettività e l’efficacia del marchio. Ad esempio, risulta decisivo delimitare correttamente l’area di tutela che si vuole ottenere, tracciando un perimetro corretto e sufficientemente esteso dei prodotti o servizi rispetto ai quali ci si vuole garantire un utilizzo esclusivo del marchio. Abbiamo visto, infatti, che il diritto di utilizzo esclusivo che si ottiene con la registrazione non conferisce all’impresa registrante il monopolio totale del marchio, essendo l’esclusiva limitata ai soli prodotti e servizi indicati nella domanda di registrazione e a quelli ad essi affini. Diventa, quindi, fondamentale avere chiaro cosa si vuole tutelare e quale è l’utilizzo che si vuole fare del marchio, al fine di non sbagliare nella scelta dei prodotti o servizi da proteggere.
Da ultimo, la registrazione del marchio richiede lo svolgimento di alcune attività amministrative che possono risultare complesse per chi non ha dimestichezza ad interfacciarsi con gli uffici della pubblica amministrazione.
Per ulteriori informazioni o per richiedere un incontro conoscitivo gratuito, contattare l’avvocato Menenti (Avvocato gratuito patrocinio Roma).
